Site icon CAIL Coordinamento Associazioni Islamiche Lazio

I giovani e il Giorno del Giudizio

I giovani e il Giorno del Giudizio.

Il timore di Allah è la via della rettitudine. O servi di Allah, temeteLo.

O musulmani, Iddio ha favorito i Suoi servi con grazie innumerevoli, ed ogni grazia che il servo vede profusa su di sé è un dono che viene da Allah. Ha detto l’Altissimo: Tutto il bene di cui godete appartiene ad Allah”, sappiate che vi è colà una grazia che Allah ha riservato per alcuni ed ha proibito ad altri, per mettere, gloria a Lui, i Suoi servi alla prova e per distinguere il malvagio dal buono. Ha detto l’Altissimo: Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra. Egli crea quello che vuole. Concede femmine a chi vuole e, a chi vuole, maschi; oppure concede maschi e femmine insieme e rende sterile chi vuole. In verità Egli è il Sapiente, il Potente”. Quale dunque la grazia più sublime per l’uomo, dopo la grazia dell’Islam, della grazia di un figlio, e vieppiù di un figlio pio, e la grazia di un figlio non la può comprendere a pieno se non chi ne è stato privato. E a quanti uomini è stata negata la grazia della paternità e della maternità e li si vede sforzarsi con ogni mezzo notte e giorno, impegnando ogni loro bene, per ottenere quel figlio perduto, e tuttavia l’onnipotenza di Allah l’Altissimo è al di sopra di ogni energia, sforzo, ricchezza, poiché Egli, gloria a Lui, è Sapiente, Onnipotente, e mette alla prova e testa i Suoi servi. Portate dunque pazienza e sopportate, state saldi e temete Allah, forse riuscirete a prosperare.
O uomini, i nostri figli sono i frutti dei nostri cuori, il puntello delle nostre schiene, sangue del nostro sangue, carne della nostra carne, ornamento della nostra vita. Ha detto l’Altissimo: “I beni ed i figli sono l’ornamento della vita terrena”. I figli sono la pupilla dei nostri occhi, la gioia della vita, il rallegramento della quotidianità. Per loro mezzo dolce è l’esistenza, in essi sono riposte le speranze, attraverso la benedizione della loro educazione si ottiene il sostentamento, e discende la misericordia, e si moltiplicano le ricompense. Ci ha tramandato Abu Hurayra, Allah abbia misericordia di lui, che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, disse: “Quando un uomo muore, cessa da ogni sua azione, ad eccezione di tre: una carità ricorrente, una scienza da cui trarre beneficio, un figlio pio che prega per lui”; lo ha trasmesso Muslim.
Ha detto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “Tuo figlio ha dei diritti su di te”; lo ha trasmesso Muslim. Guardatevi dunque, o uomini, dalla noncuranza nell’educare i figli, o nel tralasciare la responsabilità che avete nei loro riguardi. Questo è un tradimento, è un imbroglio, è una frode che guida diritti all’Inferno. Ci ha tramandato Ma’qil bin Yasar, Allah abbia misericordia di lui: “Ho sentito l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, dire: ‘Ogni uomo cui Allah ha dato l’autorità di governare e non agisce in maniera onesta, non troverà, del Paradiso, nemmeno il profumo’”; lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim. Custodite dunque i vostri figli, agendo bene e dando buoni consigli. Ognuno è responsabile della cura di quel che gli è affidato.

La Umma islamica: i giovani sono il sostegno della Umma, la sua potenza gloriosa, i giovani sono la forza dei popoli e la loro roccaforte, sono il loro solido scudo, sono la causa dei successi e il fondamento dei trionfi e chi ha letto la storia e ha sfogliato i libri della Sira e dei Maghazi, gudicandoli imparzialmente e assennatamente, ha ben potuto vedere come i giovani siano il cuore dell’Islam e custodi della religione, timorati di Allah, avversati da chi è loro ostile ed amati da Chi è in cielo, “e sapiate che Allah è con colo che Ne sono timorati”. A proposito dell’imamato di ‘Amr bin Salama, Allah abbia misericordia di lui, presso la sua gente, questi ebbe a dire: “Disse l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: ‘Quando arriva il momento della preghiera, uno di voi faccia l’azan e vi faccia da Imam chi meglio conosce il Corano’. E si guardarono attorno e non v’era uno che conoscesse il Corano più di me. Mi misero davanti a loro, ed ero un bambino di sei o sette anni”; lo ha trasmesso al-Bukhari. Ecco dunque che i giovani dell’Islam sono stati i protettori delle loro terre natali, i difensori del loro onore, seguendo la Sunna del loro Profeta e tenendosi ben aggrappati alla loro religione, giovani su cui può contare la loro Umma. Ecco dunque il ritratto del musulmano giovane e fiero, ma quando oggi il saggio volge il suo sguardo e l’uomo giudizioso va a posare il suo occhio non trovano un sol giovane che non sia stato colto dalla febbre dell’occidente e colpito dal sole di un effimero progresso, e così nei loro cuori si è insinuata la debolezza e hanno cominciato a blaterare di quel che non conoscono e li si vede ubriachi e hanno preferito rimanere con [le donne] lasciate a casa. I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno”. Se volete una risposta, circa i giovani di oggi, ed avere una conoscenza corretta, domandate alle scuole dei loro studenti, e alle imprese dei loro impiegati, domandate alle moschee dei loro frequentatori, domandate alle macerie dei loro occupanti, ai luoghi di svago dei loro avventori abituali…la verità va cercata là dove si trova.

O musulmani, certo oggi ci troviamo in una situazione deficitaria che ha allontanato i musulmani dalla loro religione con la forza delle armi, impadronendosi delle menti, e viepiù delle menti dei giovani, attraverso programmi, piani e lezioni, tutto per abbattere i giovani dell’Islam, e purtroppo quel che si desiderava è stato realizzato, e dai nostri giovani si è ottenuto quel che si voleva ottenere, e tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’ausilio dei mass-media musulmani, e la compartecipazione di genitori ignoranti e ottenebrati, che hanno rinunciato ad educare, troppo presi dalle faccende della vita. E così è apparsa presso di noi una generazione che nega la propria religione, esula dalla propria fede, ripudia la propria famiglia e la propria gente, perde le proprie usanze, è strappata dalle proprie tradizioni, ed eccoci qui ad ammirare mandrie di giovani, che delle scuole sentono appena l’odore, incapaci di distinguere il bene dal male, e che anzi ne hanno invertito i concetti, scontandone il malessere e viziando la loro natura. Ma l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto chiaramente che non appartiene alla comunità, chi si estranea dalla comunità per assomigliare ad altro.

Guardate dunque i giovani e le giovani che attraversano le strade e le vie, riflettete su mode e tagli di capelli, sulle catene e sui cappelli, sul fumo e sulle droghe, sulle strane fogge. I giovani, smarriti, si perdono, in catastrofi da marciapiede, nella distruzione di impianti ed edifici, in una velocità sfrenata, in canzoni fragorose, in comportamenti sconsiderati, e si perdono vite innocenti e quando, finita la notte, si disperdono le tenebre e tornano a casa ai primi chiarori, gloria ad Allah! Come se non fossimo noi incaricati della fiducia e della sicurezza (dei nostri figli) a fronte di comportamenti volgari e atti orribili. E dov’è allora la responsabilità e dove i responsabili? Dove l’onestà e dove i meritevoli di fiducia? “O voi che credete, non tradite Allah e il Suo Messaggero. Non tradite, consapevolmente, la fiducia riposta in voi. Sappiate, che i vostri beni e i vostri figli non son altro che una tentazione. Presso Allah è la ricompensa immensa”.

 

Ci ha tramandato ‘Abdallah bin ‘Omar, Allah abbia misericordia di tutti e due, che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, disse: “Tutti voi siete custodi e responsabili delle cose che sono sotto la vostra cura. E l’imam è il custode degli uomini posti sotto la sua custodia ed è responsabile per loro. L’uomo è custode della gente della sua casa e responsabile della loro cura, la donna è custode della casa del suo sposo e dei suoi figli, ed è responsabile per loro. Il servitore è custode dei beni del suo padrone ed è responsabile per lui. Tutti voi siete custodi e responsabili delle cose che sono sotto la vostra cura”; lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim.

E quanti responsabili hanno tralasciato la loro responsabilità, e hanno sprecato quanto lasciato loro in custodia, e hanno trascurato i loro figli e quanti erano sotto la loro tutela,in verità proponemmo ai cieli, alla terra e alle montagne la responsabilità [della fede] ma rifiutarono e ne ebbero paura, mentre l’uomo se ne fece carico. In verità egli è ingiusto e ignorante”. La negligenza nel custodire quanto ci è stato lasciato in deposito con fiducia, nel proteggere i giovani e la gioventù è un tradimento enorme, è una grandissima sciagura che inevitabilmente ricadrà su tutta la Umma e così, forse, i bombardamenti e quel che li ha preceduti e seguiti di disgrazie e deviazioni, di dolori e di lamenti, è stato forse causato dalla negligenza nell’educare i giovani, e nella mancanza di cura e di attenzione nei confronti dei ragazzi e delle ragazze, e così i giovani musulmani sono caduti nelle grinfie di propagande mediatiche e della delinquenza, nelle paludi della vergogna e dello scandalo, esponendo i musulmani a quelle difficoltà di cui essi sono la causa. Vi è dunque la prova certa che vi è qualcosa di sbagliato e che deve essere rettificato, riparando le mura dell’educazione. Temete dunque, o padri, Allah, poiché al cospetto del vostro Signore siete voi responsabili della vostra progenie. Ha detto l’Altissimo: “Fermateli, in verità loro sono i responsabili”, e ha detto l’Altissimo: “Quindi, in quel giorno, sarete interrogati sulla delizia”.

O uomini, la situazione è andata esacerbandosi e ingigantendosi, e fa ormai scintille, allorché vediamo i padri aver abbandonato la responsabilità di una corretta educazione, aver trascurato quelli che sono i pilastri di una cura adeguata dei propri figli, l’educazione non è certo violenza, ma non è nemmeno lasciar correre, anzi deve essere severa senza essere violenta, e leggera senza essere debole. Ecco dunque l’educazione. Quanto poi al padre o alla madre che sono convinti, o credono, che l’educazione sia mettere in catene o picchiare con spranghe di ferro, o imprigionare in una stanza al buio, eccoci a fronte di una generazione che sparge il suo sangue e che ha paura della propria ombra, che fugge dalla propria immaginazione e fa esplodere la sua rabbia per futili motivi, e si mostra ostile nei confronti della propria Umma, e odia la sua terra. E tutto ciò non è né auspicabile né desiderabile. Sappiate allora, o uomini, che la legge dell’Islam non è venuta per rappresentare violenza e tirannia, impertinenza e arroganza, anzi l’Islam è la religione della misericordia e della compassione, e ancor di più misericordia per i figli degli uomini. Ha detto infatti l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “In verità Allah castiga quelli che castigano gli uomini nella vita terrena” ed ancora ha detto, pace e benedizioni su di lui: “Allah usa misericordia soltanto ai Suoi servi misericordiosi”; lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim.

O padri, abbiate dunque timore di Allah in quei figli che sono il sangue del vostro sangue, e non abbandonatevi alla rabbia e all’ingiustizia nei loro confronti, non abusate di loro, pretendo poi di chiedere loro integrità e obbedienza. Questo è un controsenso, eppure siamo in presenza di padri che hanno perso le redini dell’educazione, hanno mandato i loro figli a briglia sciolta, hanno smarrito i loro ragazzi, che più non obbediscono loro. E questa è cosa ben testimoniata e tangibile.
O musulmani tutti, ha detto Allah l’Altissimo: Quale peggior ingiusto di colui che si allontana dai segni di Allah, dopo che essi gli sono stati ricordati, e che dimentica quello che ha commesso? Anche se li richiami alla retta via, essi non la seguiranno mai”. Cerchiamo dunque rifugio in Allah dal traviamento dopo esser stati guidati, dalla tenebra dopo la luce, è assolutamente necessario proteggere i giovani e la gioventù, affinché siano la punta di diamante della loro religione e della loro comunità, la pietra angolare della loro fede e della loro Umma. O servi di Allah, siate timorati e custodite il comandamento di Allah a proposito dei figli, e ricordate che il Giorno del Giudizio ne renderete conto, il Giorno in cui nessun alleato darà rifugio al suo alleato in alcunché e non saranno soccorsi”. Voi siete i responsabili del disagio giovanile e renderete conto della loro educazione davanti al Signore supremo.

Du’à
——————–
La lode ad Allah, Che ha creato gli esseri umani e ha ordinato loro di obbedirLo, io testimonio che non vi è divinità all’infuori di Allah, Unico e senza associato, Che conosce il palese e il recondito, e testimonio che Muhammad è il Suo servo ed inviato, che Egli ha inviato al nero e al rosso, pace e benedizioni su di lui, e sulla sua famiglia e sui suoi compagni e sui suoi seguaci sino al Giorno del Giudizio.

O giovani, temete Allah e siate vigili, abbiate timore di Allah e volgetevi a Lui pentiti, voi dovrete rendere conto delle vostre azioni e delle vostre parole.

Ha detto l’Altissimo: “Avete forse calcolato che vi creammo vanamente e che non sarete ricondotti a Noi?” Custodite dunque le raccomandazioni del vostro Profeta, pace e benedizioni su di lui.

Ci ha tramandato Abu Sa’id al-Khudri, Allah Abbia misericordia di lui, che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: “Guardatevi dallo stare seduti per le strade”. E dissero: “O inviato di Allah, non abbiamo alternativa dallo starvi seduti mentre vi discutiamo”. Disse l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “Se proprio avete da star seduti, date al passante il suo diritto”. E dissero: “Qual è il suo diritto?” E disse: “Che teniate lo sguardo abbassato, che evitiate di nuocere, che rendiate il saluto di pace, che ordiniate il bene e proibiate il male”; lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim.

Ci ha tramandato ‘Abdallah bin Mas’ud, Allah abbia misericordia di lui:” Eravamo con il Profeta, pace e benedizioni su di lui, giovani e senza possedere nulla. E ci disse l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: ‘O giovani! Chi tra di voi si può sposare, si sposi, perché questo lo aiuta ad abbassare il suo sguardo e a proteggere la sua modestia, e chiunque non si possa sposare, allora digiuni, poiché il digiuno diminuisce il suo appetito sessuale’”; lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim.

Du’a.

Exit mobile version